Perdono e giustizia sono concetti e pratiche non solo compatibili ma anche interdipedenti. Chi risponde col perdono verso se stesso non dà all'offensore la legittimazione a continuare ad offendere.

Chi sceglie di "perdonarsi" non può denegare il dovere sociale della giustizia e il dovere morale d richiedere giustizia. Spostando l'attenzione in ambito morale sostanzialmente il discorso non cambia: chi subisce l'offesa non rinuncia alla propria dignità, ai diritti, a rivendicare il rispetto della propria persona.

 Chi decide di perdonare se stesso sceglie autonomamente e decide di adottare un comportamento che eviti la reazione offensiva, che eviti di diventare offensore o autore di reato, ma non cancella la responsabilità morale e penale dell'autore dell'offesa o del reato

A. De Salvia

 

Per molti fu una sorpresa scoprire che si poteva parlare di perdono senza entrare in una sacrestia, che le cause della rabbia stanno in noi, nell'incapacità a gestire le proprie emozioni e che gli effetti della rabbia e delle offese ricevute sono disastrosi.

La persona, infatti, perde sicurezza in sè, perde la voglia di realizzare qualcosa nella vita, perchè non ne vale la pena, perde la capacità di comunicare con gli altri. Insicuri, senza sogno, desideri, senza dialogo siamo delle persone distrutte.

La sorpresa ancora maggiore è sapere che il perdono non va rivolto all'offensore, ma a se stessi, è un volersi bene, è voler curare con affetto la ferita che portiamo dentro.

cit. G. Testa, "E poi, soltanto un uomo"

Perdono

18
Gen
Data: 18 Gennaio 2020, 09:00
Per informazioni: Giuliana Di Zeta (giuliana@dizeta.net)

08
Feb
Data: 08 Febbraio 2020, 09:00
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Data: 30 Maggio 2020, 09:00
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